SOLO RIFLESSIONI

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(Immagine presa dal web)

Cari tutti, come ogni volta che succedono alcune cose, mi ritrovo a riflettere su questioni di cuore, di coppia, di amore. Questa volta ho deciso di condividerle con voi, non tanto per capire, quanto per sapere il vostro parere e voi a quale categoria appartenete. Inizio. Rifletto. Ecco. Allora. Ho quasi 40 anni.Tante avventure e due storie serie alle spalle. Una quando avevo 23 anni e durata ufficialmente un anno e mezzo e ufficiosamente un altro anno e mezzo. Un’altra a 30 anni e durata 3 anni. Tra la prima storia e la seconda sono passati 4 anni. Tra la seconda ed ora che sono ancora single, sono passati ben 6 anni. Quindi appartengo decisamente alla categoria che ha difficoltà a legarsi. Poi c’è l’altra categoria, quella di coloro che finisce una storia durata anni e non passa neanche un mese dalla rottura che eccoli là già impegnati in un’altra relazione seria.Quindi quello che mi sono sempre chiesta è: sono io quella strana o sono loro? Sono io che pretendo e loro che si accontentano, o sono io che ho paura delle relazioni e loro della solitudine? Perchè io da sola con me stessa ci so stare e ci sto anche bene. Ma in questo  nuovo periodo della mia vita vorrei, forse per la prima volta veramente e fortemente, avere accanto a me un uomo, il mio uomo; ecco, insomma, sì, stare in una relazione. E loro invece? Loro che dopo anni di relazione, e per anni intendo dai 7 in su, si lasciano e subito si tuffano in una nuova storia, senza avere e darsi il tempo di riflettere sul perché del fallimento della relazione? Loro che il dolore lo seppelliscono nei meandri più profondi del loro cuore. Perché secondo me loro, da soli, non ci sanno stare, hanno paura di entrare in contatto con se stessi e no, proprio no, la solitudine non la sopportano, la vedono come il grande nemico che va sconfitto, ucciso, sepolto. Per questo si gettano subito a capofitto in nuove storie subito dopo appena finita una. O così almeno credo. Chissà voi che ci leggete cosa ne pensate, a quale categoria vi sentite di appartenere e quale risposta avete, se l’avete.

Concludendo per ora posso solo dirvi evviva le relazioni, la solitudine, le coppie, il sesso e ovviamente l’amore.

Luna.

 

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9 pensieri su “SOLO RIFLESSIONI

  1. Rispondo al tuo quesito senza la pretesa di rivelare alcuna verità ma semplicemente il mio pensiero.
    Innanzitutto non darei troppa importanza al comportamento degli altri perché le reazioni in questi casi sono soggettive, anche se le tue considerazioni sulla loro incapacità di rimanere soli sono condivisibili.
    Chi si chiude quando una storia finisce, secondo me, lo fa perché tende a idealizzare, a credere in qualcosa di difficilmente raggiungibile. Il perché lo dirò dopo.
    L’essere umano è imperfetto e quindi anche la persona che più ci piace: alla fine saranno le imperfezioni che dovremo amare, nel rapporto, e se non ne siamo capaci prendiamone realisticamente atto e voliamo di fiore in fiore a succhiare da ognuno il nettare.
    Ma veniamo alla mia risposta in sospeso: c’è in questo chiudersi dentro la corazza, la paura del confronto e del mettersi in gioco. In pratica si cerca l’impossibile per non affrontarlo.
    Una debolezza e una immaturità difficili da rimuovere: prenderne atto potrebbe essere il primo passo per uscire dalla corazza. Spero che tu non te la prenda. Sono un po’ più grande di te ed appartengo alla categoria del chiodo scaccia chiodo.. ma alla fine mi sono fermato da una persona che con i suoi mille difetti mi è oggi fedelmente accanto, anche se tanto diversa da me.
    Prendo da te lo spunto per pubblicare una cosa che ho scritto.. dimmi tu se ti pare che c’entri qualcosa (http://papillon1961.wordpress.com/2014/04/27/il-treno/).

    • Ciao, il tuo pensiero è molto interessante e in un certo qual modo vero. E’ vero che ogni relazione è soggettiva. Mi piace il tuo discorso sulla corazza, per quanto mi riguarda mi ci vedo anche se la vivo più come una debolezza che come un’immaturità. Probabilmente in questi ultimi anni mi sono difesa con la mia piccola corazza da una possibile relazione scegliendo proprio chi non me l’avrebbe potuta dare per paura di mettermi in gioco e per un disastro di storia alle spalle. Ora però questa corazza la voglio buttar via, mi sento pronta al confronto e ad amare i difetti e le imperfezioni dell’altro. Per quanto riguarda quello ce hai scritto prendendo spunto da me lo trovo molto bello e vicino a questo mio post. Non so mi sembra la metafora del treno…quel treno che diciamo sempre passi una sola volta nella vita e che se lo perdiamo non ci sarà più occasione di riprenderlo. Ma tu scrivi:”Ad un certo punto del viaggio, la felicità non è più nella stazione che verrà, ma nel valore che diamo a quello che abbiamo ottenuto e costruito durante il percorso fatto.”E la trovo una frase vera e molto bella.
      Grazie per avermi dato il tuo punto di vista.

  2. Io non sono MAI stato fidanzato ufficialmente.
    Quando ero giovane (ora vado verso i 39) prendevo le relazioni un po’ superficialmente.
    Ora mi starebbe anche bene legarmi ma, dal momento che non vorrei una relazione a tempo determinato, voglio valutare bene, altrimenti preferisco rimanere single.
    Il mio problema è questo: m’innamoro in cinque minuti e dopo dieci mi passa già.

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