ROMANTICISMO, QUESTO SCONOSCIUTO.

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(Immagine personale)

Qualche giorno fa, a lavoro, un mio collega, molto carino e per il quale ho un piccolo debole, mi ha chiesto se avessi finito il turno….io, con un sorriso a 32 denti gli ho risposto:” Sì, e meno male….non vedo l’ora di andarmene!” In tutta risposta lui mi fa:” Invece a me dispiace” “Cosa?” ” Che te ne vai”. Vi giuro, questa risposta e la serietà con cui me l’ha detta proprio non me l’aspettavo. Ovviamente da brava cinica quale sono, ho subito pensato che mi stesse prendendo in giro o fosse impazzito. Poi, in questi giorni, ripensando a quell’episodio ho fatto le mie solite riflessioni. Dov’è finito il romanticismo? E come mai noi donne siamo sempre più allergiche a questo fenomeno, che neanche il più potente degli antistaminici riesce a non farci grattare quando un uomo ci fa un complimento, ci dice una frase carina o peggio ancora fa un gesto romantico nei nostri confronti?
Eppure da ragazza vivevo e mi nutrivo di romanticismo. Poi crescendo, ho iniziato ad essere nauseata da tutte le smancerie e i gesti d’amore, troppo svenevoli e rivoltanti per i miei gusti .Ho cominciato a non sopportare i film con lieto fine come Pretty Woman o Ufficiale e Gentiluomo e al contrario ho cominciato ad appassionarmi a quei film, devo dire molto rari, in cui i due innamorati non finiscono insieme ma sono costretti a lasciarsi, come in Witness il testimone. E di colpo incontro lui che mi sorprende con gesti romantici come lasciarmi biglietti sulla macchina mentre sono a lavoro, regalandomi fiori come i girasoli, i miei preferiti, o le rose, rigorosamente blu! Mi scrive poesie, mi riempie di attenzioni…e comincio di nuovo a credere nel romanticismo, a diventare a mia volta un’ inguaribile romantica. Di colpo la storia finisce, così come tutte le sue poesie e i suoi bigliettini sono finiti chiusi nella scatola che mi ha regalato anni fa. Questa scatola è rimasta chiusa per anni sopra l’armadio a prendere polvere. L’ho riaperta solo qualche mese fa…e come un vaso di Pandora, sono affiorate diverse e contrastanti emozioni che mi hanno invaso l’anima. Inaridita negli anni dagli eventi avversi della vita ho smesso completamente di credere nei complimenti, nelle frasi dolci e nei gesti romantici che nel corso degli anni mi hanno fatto gli uomini. E sebbene ancora oggi, che ho 38 anni faccia fatica a non rispondere ironicamente ad un complimento o a qualsiasi bella cosa venga fatta nei miei confronti, l’apertura di quella scatola ha portato in me l’affiorare di quel romanticismo di cui per anni mi sono nutrita,facendomi apprezzare la bellezza di una rosa, (che ho sempre odiato), le parole di una poesia d’amore e un complimento spontaneo da parte di un uomo. Nonostante non sia totalmente “guarita” dal mio cinismo dedico a tutti voi una rosa blu. E chissà…come diceva Rossella O’Hara domani è un altro giorno e per me potrà essere pieno d’amore oppure…rileggendo tutto ciò correrò al bagno a vomitare infilandomi due dita in gola nauseata da tutto questo Romanticismo.

Luna.

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4 pensieri su “ROMANTICISMO, QUESTO SCONOSCIUTO.

  1. Forse. sono troppo razionale. Uno: il collega non ti è indifferente. Due: il complimento ti ha fatto piacere. Tre: ti piace avere le “storie”, magari romantiche..Quattro: le storie, per definizione, possono andar bene o male (per quello “abbiamo” 38 anni); quindi non è questo un problema. Cinque: Hai un età splendida, i tuoi sensi sono al massimo, “lasciati vivere”. Sei: una-stordita! Sette, me lo dico da solo: “Fatti i cazzi tuoi!”.

  2. Uno: ovviamente il mio collega non mi è indifferente…ma purtroppo non è disponibile. Due: certamente mi hanno fatto piacere le sue parole:il mio problema è che però non riesco a fare a meno di ironizzarci su…non riesco a prendermi un complimento senza dire solo grazie! Tre: dopo anni di “singletitudine” mi piacerebbe avere una storia…sotto sotto sto aspettando il mio principe azzurro…quello che si prenda cura di me…Quattro: le storie finiscono e ricominciano..sta a noi rimetterci in gioco. Cinque: tasto dolente…la mia difficoltà maggiore è proprio farmi vivere…ma sono sicura che quando LO incontrerò saprò lasciarmi vivere.Sei: sono una-stordita! Sette: continua a non farti i cazzi tuoi!

    • Fiuuu… l’ho scampata… una cosa ancora, non dicevi che era impegnato. Questo, assieme al fatto di essere un collega, a me, personalmente non “sfagiola” per niente.. non sono uno stinco di santo, ma sul lavoro proprio mi è sempre mancata la fantasia per ste cose..

      • In passato “tresche” sul lavoro ne ho avute…l’ultima mia storia “seria” e duratura è nata sul posto di lavoro…il problema è quando finisce…è vero non l’ho detto ma diciamo che sapendo che è impegnato il mio interesse è “limitato”…diciamo che mi rende le giornate più leggere e sopportabili…e poi da giugno non lo vedrò più…quindi il problema non si pone, non è lui il mio principe azzurro!!1 😀

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