LA SINDROME DI..

 

peter pan

(immagine presa dal web)

Colpisce gli uomini e fa fuori le donne.

Eh sì, soprattutto i maschietti, arrivati ad una certa età vengono inesorabilmente colpiti dalla “sindrome di Peter Pan, ovvero la sindrome del cazzone. ” Negli ultimi tempi mi è capitato di incontrare diversi esemplari di tali uomini. Per esempio l’ultrasessantenne che si compra l’anello uguale al quattordicenne e se ne vanta con esso; o l’ultraquarantenne che non vuole gli auguri su facebook perché non vuole che si sappia la sua età; o ancora gli ultratrentenni che quando avevano vent’anni invece di divertirsi si sono accasati presto e fatto tre quattro figli e si trovano a quasi quarant’anni a vivere la giovinezza che si sono negati precedentemente (ecco perché noi donne single quasi quarantenni non troviamo il principe azzurro!); o quelli che o hanno 40 anni o 50 o 60 e la cosa che li accomuna è la paura di invecchiare e allora devono trovarsi la ventenne che gli fa ri-vivere il brivido della loro gioventù. E la domanda sorge spontanea:” Per quanto una ventenne possa essere matura, ma che dialogo ci potrà mai essere????????” Quindi suppongo che siano due le cose:

  1. siete voi moooolto immaturi e bambinoni;

  2. avete sotto mano carne fresca da scopare!(E vai con l’ego a duemila).

Io questi uomini proprio non li capisco! E’ più forte di me…ci ho provato ma senza risultato. Tale sindrome tuttavia, non colpisce solo gli uomini, è vero. Ci sono anche donne “peter pan” ma la differenza tra loro e gli uomini è che loro sanno affrontare discorsi seri ed intelligenti, i maschietti “peter pan” no!

E badate bene, io non dico che non è bello essere fanciulli dentro, ma una cosa è essere dei fanciulli con la loro innocenza, spontaneità e capacità comunicativa che purtroppo da adulti perdiamo, un conto è essere dei CAZZONI immaturi e di cattivo gusto che si sentono “cool” solo perché hanno un anello alla moda, una gnocca ventenne oca giuliva che si accompagna al loro fianco o che fanno i ventenni a quarant’anni perché a vent’anni hanno fatto i quarantenni.

Luna.

Aggiungerei, cara amica mia, che ci sono anche le categorie dei depressi…quelli che quando t’invitano ad uscire ti si piantano con le loro depressioni e fallimenti lavorativi e relazionali!!!!!!!!!Sociopatici della minchia che a fine serata ci provano pure…meglio la corazzata Potëmkin in lingua originale senza sottotitoli!!!
Scusate l’intrusione e grazie per la lettura 🙂 brava Luna.

Eva

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Mi sento così…

Immagine

(Immagine persa dal web)

Cara amica
Ormai fai parte di me già da tempo;
Riempi le mie giornate
Accarezzi la mia pelle
Sei nella mia anima
Mi riporti a ricordi lontani
Mi tieni compagnia nel presente
Sei sempre con me quando sono triste
Vivi nel mio cuore
Sei nell’ aria
Negli odori della natura
Vorrei lasciarti andare amica mia
Amica che si chiama malinconia.

Luna

IL GIOCO (5° PUNTATA)

…..e vide il viso sorridente di Akihiko davanti a lei. La fissava quasi divertito.” E’ tornato, è tornato da me” si disse Sandra fra sé e sé…” Forse allora è vero che nulla succede per caso.” Sorrise al bambino e gli tese la mano. Non voleva perderlo di nuovo. Avrebbe chiesto a lui cosa fossero i sakura. Akihiko le prese la mano e continuò a sorriderle. Lei lo guardò con commozione; di nuovo non si sentiva più sola. Lo sconforto e la paura che pochi attimi prima l’avevano assalita erano spariti alla vista di quello che per lei era un volto famigliare. “Akihiko, che bello rivederti. Quando non ti ho visto più mi sono spaventata a morte, pensavo mi avessi abbandonata! Ma ora per fortuna sei di nuovo qua. Non ho più la mia borsa né la mia valigia. Sono stata derubata di tutto. Poi ho trovato questa lettera per me. Capisci quello che ti sto dicendo?” Il bambino fece cenno di sì col capo. Rassicurata dal fatto che la capisse, Sandra gli spiegò il contenuto della lettera. ” Questo per nostro Paese è il periodo dell’hanami. Vieni , andiamo ti mostrerò i sakura.” E la condusse ai giardini in fondo alla strada. Non appena varcarono la soglia del grande cancello lo spettacolo che si presentò davanti i loro occhi lasciò Sandra senza fiato e parole. Un’esplosione di colore inondava il parco. Davanti a loro un lungo viale ai lati del quale si ergevano magnifici alberi fioriti. Akihiko ne indicò uno a Sandra e le disse:” Ecco, gli alberi da ciliegio sono i sakura.” Sandra era come in trance alla vista di uno spettacolo simile. era rimasta immobile ad ammirare la grazia e la bellezza di quegli alberi, dei loro rami pieni di fiori color rosa, estasiata ed inebriata dal loro odore. Mai aveva assistito ad uno spettacolo così. poi sotto un sakura vide il cavalletto con sopra il suo nome e improvvisamente tornò alla realtà. Si avvicinò a piccoli passi verso il cavalletto. Akihiko la seguiva incuriosito. Un cavalletto, una tela, dei colori ad olio, dei pennelli ed una tavolozza. E la solita lettera. Questa volta non esitò neanche un attimo e la aprì subito.

Sandra,

se sei arrivata a leggere questa lettera vuol dire che hai ritrovato Akihiko e stai godendo della bellezza dei sakura. So che nonostante tu ami disegnare non sei brava nel farlo; per questo saranno le tue emozioni a guidare la tua mano sulla tela. Ricorda hai solo una possibilità: dal successo di questa dipenderà il seguito del tuo viaggio. Dovrai capire fin dove sei disposta a spingerti per ottenere ciò che ti servirà per proseguire. Una volta terminata la tela dovrai recarti ad Hokkaido. Ma avrai bisogno di soldi. Se il tuo disegno sarà bellissimo riuscirai a venderlo e a comprarti il biglietto per continuare il viaggio; altrimenti dovrai trovare un altro modo per raggiungere l’isola. Hai due giorni di tempo. Nel frattempo potrai stare a casa di Akihiko. 

Buona fortuna Sandra, non deludermi.”

Luna.

IL GIOCO (4° puntata)

(immagine presa dal web)

Nell’illusione di vivere un  incubo nel suo letto caldo, si sorprese di quanto le sue lacrime fossero…vere

Disperazione, paura, sentì dentro di sè di non farcela, stavolta no. Tornata per un momento lucida,  decise di raccogliere quella maledetta lettera, che forse l’avrebbe tirata fuori da quell’incubo.

“Sandra,

non disperare…nulla succede per caso. Ti ho semplicemente “spogliata” di ciò che eri, delle tue vecchie cose che non t’apparterranno più. Voglio che tu rinasca di nuovo, voglio che tu comprenda il vero piacere di vivere…e te lo dimostrerò. Quando finirai di leggere, conserva la lettera e comincia a camminare, sempre dritto, fino a raggiungere i giardini in fondo alla strada. Vorrei che ti fermassi a godere dei sakura e mi piacerebbe che ne vedessi i dettagli, ne respirassi l’odore, che li disegnassi su tela…troverai un cavalletto con attaccato il tuo nome e tutto ciò che ti servirà per riprodurre cotanta bellezza…sono sicuro che ne rimarrai estasiata. Questo è il viaggio, il vero viaggio…la tua vita.

Esprimiti Sandra…tira fuori ciò che non riesci ancora a sentire.

A presto”

“ma…cosa sono i…SAKURA!!!!!!!!!”

Il primo pensiero che le venne in mente dopo aver riposto la lettera nella tasca dei jeans. Alzò gli occhi e…

Eva

PREMIO CURIOSITA’

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Primo Premio Curiosità da parte di http://vittoriot75ge.wordpress.com/ che ringraziamo per aver pensato a noi ancora una volta:) Vittorio ha inventato cinque domande alle quali dovranno rispondere anche le cinque nomination. A loro volta dovranno nominare altri cinque blogger.

1) preferisci fare le coccole o riceverle?

Luna: sia farle che riceverle, anche se ho una piccola preferenza nel riceverle;)

Eva: farle!

2) partecipi ad un raduno di blogger; ti metti nel gruppo dei casinisti, dei tranquilli oppure degli asociali?

Luna: non credo di partecipare…ma se mi capitasse allora nel gruppo dei casinisti! 🙂

Eva: idem come Luna e mi metterei nel gruppo degli OSSERVATORI…(asociali non mi piace)

3) ricevi un’e-mail d’amore da un/una blogger che non ti attira in quel senso; poco dopo ti risponde che si era trattato di un errore. Come ci rimani?

Luna: beh, cerco il modo di sdrammatizzare…facendoci con il blogger una ricca risata sull’equivoco e ovviamente continuare a seguirlo:

Eva: gli risponderei “peccato”…anche se non c’avrei MAI peccato 😉

4) vi sentite più voi stessi nel reale o nel virtuale?

Luna: mmmmmm, bella domanda…..nel reale…nel virtuale mi sento me stessa per quanto riguarda il blog. Per il resto non fa per me.

Eva: sono sempre stata me stessa sia nel virtuale che nel reale…ma nel primo mi capiscono di meno!

5) l’ostacolo più grande per una relazione virtuale è…

Luna: la mancanza di contatto fisico, la noia che almeno per quanto mi riguarda mi prenderebbe molto presto, e la freddezza di una macchina interposta tra me e l’altra persona.

Eva: noooooooooo…tempi troppo lunghi!!!!!!

Ecco le nostre nomination:

http://forsehopersolechiavi.wordpress.com/

http://zillyfree.wordpress.com/

http://interrotta.wordpress.com/

http://labloggastorie.wordpress.com/

http://venereisterica.wordpress.com/

 

 

11 SETTEMBRE

Maschere-emozioni

(Immagine presa dal web)

E’ l’alba dell’11 settembre 2012. Mi sveglio per andare in bagno, ancora è presto per la sveglia. Prima di rimettermi a letto guardo il cellulare e vedo un sms. Lo apro, me lo hanno appena inviato; è di un mio amico. Con gli occhi ancora stropicciati per il sonno leggo: “Non puoi capire cosa è successo; accendi la radio e capirai. Sono molto triste. Ti chiamo quando mi sveglio.”(Sì a distanza di quasi 2 anni ancora ricordo perfettamente ogni singola parola di quel messaggio, del messaggio che cambiò la mia vita.) Perplessa, comincio a pensare a cosa avesse voluto dirmi, ma il sonno prende il sopravvento su di me e mi riaddormento. Alle 7,15 suona la sveglia. Mi desto, e nella testa di nuovo quelle parole, quel messaggio. In fretta mi preparo per un’altra giornata di lavoro…e in macchina accendo la radio. Mi sintonizzo sulla stazione 101.5…la radio che accomuna me e il mio amico. Stranamente il solito programma non è in onda; al contrario solo musica, musica malinconica, triste…riesco ad afferrare solo alcune parole di una canzone: i’ll miss you. Arrivo da mia sorella per lasciargli il mio cagnolino e le racconto del messaggio. Ci guardiamo e so che tutte e due in quel momento abbiamo pensato la stessa cosa, anche se abbiamo fatto finta di niente e cancellato quel pensiero dalla nostra mente. Eccomi finalmente a lavoro dai miei bimbi al centro estivo…la scuola non è ancora iniziata. Oggi è anche il compleanno di una mia amica, della mia amica, di Fra, la Fra che lavora in radio e che tutti nella mia città conoscono come una bravissima, ironica e divertentissima speaker dell’etere cittadino. Io no. L’ho conosciuta tramite mia sorella, ha un cane anzi due che porta a spasso tutte le mattine al parco. E là mi viene presentata. Così decido di mandarle un sms di auguri…mi risponderà mi dico. Poi, dopo un’ora dall’invio del messaggio mi arriva una chiamata da un numero che non conosco. Rispondo. Sono seduta su una scala con una bambina in braccio ed altri intorno a me. E’ I. il mio ex dogsitter. Mi dice:”Ciao come stai?” Bene e tu?”” Insomma…hai saputo di Francesca? E’ morta!” In quell’attimo mi si è gelato il sangue nelle vene, e tutto quello che fino a quel momento avevo voluto cacciare nel profondo del mio inconscio, viene a galla. Dall’sms della mattina, dalle interruzioni delle trasmissioni alla radio alle canzoni malinconiche…i segnali che non volevo sentire, a cui non volevo credere. Mi alzo di scatto, scappo fuori, attacco il telefono e chiamo altri amici a lei vicini. “ Sonia, ho appena saputo, si è ammazzata vero?” “Sì”. E inizio a piangere.

Quel giorno ho perso un’amica; un’amica con la quale ho condiviso momenti divertenti, tristi, assurdi, esilaranti, paradossali, spensierati. A volte parlava di me alla radio nella sua trasmissione…raccontava aneddoti del parco….altre volte prendeva spunto dalle storie che le raccontavamo io e mia sorella per inventare articoli su la posta del cuore del giornale Vip dove scriveva…

Quel giorno ho perso un’amica che ha deciso di fare un volo di 30 metri gettandosi nel vuoto dal ponte della ferrovia…spogliandosi di tutti i suoi vestiti e rasandosi i capelli a zero….

Quel giorno ho perso Fra, che ha deciso di andarsene il giorno del suo quarantunenesimo compleanno. E’ stata plateale anche nella morte. E’ stata se stessa fino alla fine.

Da quell’11 settembre fino al giorno del suo funerale, non sono più riuscita a dormire da sola; ogni notte per 7 notti mi sono svegliata nel cuore della notte, sempre allo stesso orario( all’incirca lo stesso in cui Fra ha compiuto il gesto estremo ) e rimanevo sveglia senza riuscire più a prendere sonno.

Solo dopo i suoi funerali, ho ricominciato a dormire da sola, e piano piano anche a non svegliarmi più sempre alla stessa ora.

Ho provato una gran rabbia per quello che ha fatto…poi la rabbia ha lasciato spazio al dolore…quel dolore forte incontrollabile che ti trafigge il cuore….perché un lutto non si elabora facilmente…perché ancor oggi a quasi 2 anni dalla sua scomparsa spero di risentire improvvisamente la sua bella voce squillante alla radio, di vedere il suo bel sorriso illuminarle il volto e sentirla dire STATE BENE COSI’.

Dedicato a Fra, che se oggi fosse stata qua con me,  avrebbe incoraggiato, sostenuto e approvato la mia scelta di iniziare a scrivere un blog raccontato dalle donne.

IL GIOCO (3° puntata)….

Immagine

(Immagine presa dal web)

Il bambino le tese una mano piccola e bianca e le sorrise. Sandra ricambiò e prese quella manina esile tra la sua e si lasciò condurre per le strade affollate di Tokyo. Non sapeva dove la stesse conducendo, dove l’avrebbe portata, ma poco le importava…stranamente si sentiva tranquilla con quel bambino. Le strade della città erano frenetiche, il sole stava tramontando e le mille luci della metropoli iniziavano lentamente a sfavillare.

Ad un tratto il piccolo si fermò. Si volse verso di lei, di nuovo sorrise e le disse:” Mio nome è Akihiko”, poi lasciò la sua mano e scappò via disperdendosi tra la folla. Sandra per un attimo rimase immobile e paralizzate per lo stupore, ma quando realizzò di trovarsi da sola in mezzo ad una folla di sconosciuti ed in un paese molto lontano dal suo, iniziò a tremare e a sudare freddo. “Mantieni la calma, mantieni la calma, non adesso!” continuava a ripetersi. Poi improvvisamente qualcuno la urtò facendola cadere in terra. Rimase qualche attimo frastornata sull’asfalto caldo e rovente, poi cercò di rialzarsi e si accorse di non avere più con se né la sua borsa né la sua valigia…tutto era sparito nel nulla: prima Akihiko, ora le sue cose. Sentì il panico invaderle il corpo, nella sua borsa c’era il suo passaporto, il suo cellulare, il suo portafoglio con tutti i soldi e le carte. “E ora?” riuscì a pensare…ma la mente le si offuscò per la disperazione. Strinse forte i pugni e abbassò la testa cercando di trattenere le lacrime e di strozzare un grido di rabbia che sentiva salire dalla gola . Fu allora che vide davanti ai suoi piedi un’altra busta con sopra il suo nome. Tremante di paura si chinò a raccoglierla.

Luna.

Premio Mi Piace La Musica by Viola

music
Ringraziamo  la carissima blogger Venereisterica che ancora una volta ha pensato a noi per il “Premio Mi Piace La Musica” by Viola.

Il premio è dedicato agli amanti della musica e delle canzoni. Le regole sono:

1. Inserire il logo del “Premio Mi Piace La Musica” by Viola;

2. Rispondere a dieci domande (se avete tempo e voglia);

3. Nominare sette blog e avvisare i nominati.

Le domande sono:

1. Che tipo di musica ti piace?

2. Quando sei in auto che radio ascolti?

3. Hai mai cantato sotto la doccia o in qualche altro posto?

4. Qual è il tuo cantante preferito?

5. Quante volte all’anno vai ai concerti?

6. Hai foto o autografi con un cantante?

7. Di solito il venerdì sera o il sabato sera vai in discoteca o al pub?

8. Quante canzoni ci sono nella tua playlist?

9. Dove acquisti le canzoni che ti piacciono in negozio di discografia oppure in AppStore?

10. Sai suonare uno strumento? Se la risposta è sì quale strumento sai suonare?

  1. Luna: adoro il rock..ma mi capita di ascoltare un po’ di tutto.

Eva: idem come Luna…

  1. Luna: Virgin radio

Eva: idem come Luna…(non ci siamo messe d’accordo)

  1. Luna: sotto la doccia sempre….e solo là perché ahimé sono veramente stonata! (La povera Eva ne sa qualcosa! :D)

Eva: io canto sempre e dovunque (si ne so qualcosa 😦 )

  1. Luna: più che cantanti ho gruppi preferiti..Led Zeppelin, Deep Purple, Doors, Queen, Pink Floyd, Rolling Stones e molti altri..cantanti: Janis      Joplin! 😉

Eva: noooo difficile rispondere…tanti cantanti e tanti gruppi italiani e non 🙂

  1. Luna: se sono fortunata anche due volte…ma dovrei accendere un mutuo se dovessi andare a tutti i concerti che vorrei…:(

Eva: eh se posso…tanti!Sono una concertara 🙂

  1. Luna: no

Eva: si!

  1. Luna: di solito preferisco situazioni tranquille…ma a volte mi piace andare a ballare…ma non in discoteca, bensì in locali con musica revival!

Eva: no no…ho dato anche troppo negli scorsi anni, ora mi godo seratine trq 🙂

  1. Luna: mai abbastanza

Eva: un migliaio ma solo perché ho finito la memoria!

  1. Luna: le scarico da you tube…solo i cd dei led zeppelin mi piace averli originali!

Eva: compro cd perché sono tradizionalista ma alcune le scarico da apple store

  1. Luna: no, da ragazza ho provato la chitarra.. ma la strimpello e basta! 😉

Eva: si la chitarra…credo di ricordare ancora come si fa 😉

Questa volta abbiamo deciso di non nominare nessuno  ma lasciamo che tutti gli appassionati di musica come noi possano rispondere liberamente; perchè la musica, come la lettura, ti emoziona, ti lascia dentro tanti ricordi e ti trasporta in mondi lontani. Buona musica a tutti! 😉

 

 

 


IL GIOCO (2° puntata)…

https://cippes.files.wordpress.com/2014/05/sandra.jpg(immagine presa dal web)

 

Sandra tenne in mano la lettera per qualche minuto, la guardò in controluce, l’annusò ma nulla…niente che la portasse a qualche indizio conosciuto.

Intrigante, decisamente la cosa più intrigante che le fosse capitata in tutta la sua vita. Una proposta così, arrivata dal nulla, nel bel mezzo di un periodo faticoso, fermo in ogni campo, insofferente e noioso.

Il suo carattere, sempre molto cauto, in un altro momento non le avrebbe mai permesso d’accettare un “invito” senza conoscerne il mittente e tutto il resto, ma ora aveva bisogno di dire “SI ACCETTO”, il suo essere passivo cozzava con ciò che gli stava capitando, ma in fondo si può rischiare una volta nella vita.

Per cui seguì le istruzioni dello sconosciuto ed il tal giorno del tal mese, dopo l’ok delle ferie ed inventato una balla ai suoi…partì per il Giappone.

“arrivata…ed ora che si fa? Porca miseria lo sapevo che non dovevo fidarmiiiiiiiii…mamma mia sono sola, completamente sola e non parlo una parola di JAPPO!!!!!!Ok è stato bello finchè è durato…torno indietro SUBITO!!!! ”

Mentre la testa le frullava con tutti quei pensieri distruttivi, ecco un bambino che la prende per mano “SANDLA? PLEGO VENILE CON ME!” E lei guardando quel meraviglioso viso felice e gentile cancellò immediatamente quei pensieri dalla sua testa…

“chi manda un bambino così bello a prendermi…dev’essere per forza una dolcissima persona”…

E.