11 SETTEMBRE

Maschere-emozioni

(Immagine presa dal web)

E’ l’alba dell’11 settembre 2012. Mi sveglio per andare in bagno, ancora è presto per la sveglia. Prima di rimettermi a letto guardo il cellulare e vedo un sms. Lo apro, me lo hanno appena inviato; è di un mio amico. Con gli occhi ancora stropicciati per il sonno leggo: “Non puoi capire cosa è successo; accendi la radio e capirai. Sono molto triste. Ti chiamo quando mi sveglio.”(Sì a distanza di quasi 2 anni ancora ricordo perfettamente ogni singola parola di quel messaggio, del messaggio che cambiò la mia vita.) Perplessa, comincio a pensare a cosa avesse voluto dirmi, ma il sonno prende il sopravvento su di me e mi riaddormento. Alle 7,15 suona la sveglia. Mi desto, e nella testa di nuovo quelle parole, quel messaggio. In fretta mi preparo per un’altra giornata di lavoro…e in macchina accendo la radio. Mi sintonizzo sulla stazione 101.5…la radio che accomuna me e il mio amico. Stranamente il solito programma non è in onda; al contrario solo musica, musica malinconica, triste…riesco ad afferrare solo alcune parole di una canzone: i’ll miss you. Arrivo da mia sorella per lasciargli il mio cagnolino e le racconto del messaggio. Ci guardiamo e so che tutte e due in quel momento abbiamo pensato la stessa cosa, anche se abbiamo fatto finta di niente e cancellato quel pensiero dalla nostra mente. Eccomi finalmente a lavoro dai miei bimbi al centro estivo…la scuola non è ancora iniziata. Oggi è anche il compleanno di una mia amica, della mia amica, di Fra, la Fra che lavora in radio e che tutti nella mia città conoscono come una bravissima, ironica e divertentissima speaker dell’etere cittadino. Io no. L’ho conosciuta tramite mia sorella, ha un cane anzi due che porta a spasso tutte le mattine al parco. E là mi viene presentata. Così decido di mandarle un sms di auguri…mi risponderà mi dico. Poi, dopo un’ora dall’invio del messaggio mi arriva una chiamata da un numero che non conosco. Rispondo. Sono seduta su una scala con una bambina in braccio ed altri intorno a me. E’ I. il mio ex dogsitter. Mi dice:”Ciao come stai?” Bene e tu?”” Insomma…hai saputo di Francesca? E’ morta!” In quell’attimo mi si è gelato il sangue nelle vene, e tutto quello che fino a quel momento avevo voluto cacciare nel profondo del mio inconscio, viene a galla. Dall’sms della mattina, dalle interruzioni delle trasmissioni alla radio alle canzoni malinconiche…i segnali che non volevo sentire, a cui non volevo credere. Mi alzo di scatto, scappo fuori, attacco il telefono e chiamo altri amici a lei vicini. “ Sonia, ho appena saputo, si è ammazzata vero?” “Sì”. E inizio a piangere.

Quel giorno ho perso un’amica; un’amica con la quale ho condiviso momenti divertenti, tristi, assurdi, esilaranti, paradossali, spensierati. A volte parlava di me alla radio nella sua trasmissione…raccontava aneddoti del parco….altre volte prendeva spunto dalle storie che le raccontavamo io e mia sorella per inventare articoli su la posta del cuore del giornale Vip dove scriveva…

Quel giorno ho perso un’amica che ha deciso di fare un volo di 30 metri gettandosi nel vuoto dal ponte della ferrovia…spogliandosi di tutti i suoi vestiti e rasandosi i capelli a zero….

Quel giorno ho perso Fra, che ha deciso di andarsene il giorno del suo quarantunenesimo compleanno. E’ stata plateale anche nella morte. E’ stata se stessa fino alla fine.

Da quell’11 settembre fino al giorno del suo funerale, non sono più riuscita a dormire da sola; ogni notte per 7 notti mi sono svegliata nel cuore della notte, sempre allo stesso orario( all’incirca lo stesso in cui Fra ha compiuto il gesto estremo ) e rimanevo sveglia senza riuscire più a prendere sonno.

Solo dopo i suoi funerali, ho ricominciato a dormire da sola, e piano piano anche a non svegliarmi più sempre alla stessa ora.

Ho provato una gran rabbia per quello che ha fatto…poi la rabbia ha lasciato spazio al dolore…quel dolore forte incontrollabile che ti trafigge il cuore….perché un lutto non si elabora facilmente…perché ancor oggi a quasi 2 anni dalla sua scomparsa spero di risentire improvvisamente la sua bella voce squillante alla radio, di vedere il suo bel sorriso illuminarle il volto e sentirla dire STATE BENE COSI’.

Dedicato a Fra, che se oggi fosse stata qua con me,  avrebbe incoraggiato, sostenuto e approvato la mia scelta di iniziare a scrivere un blog raccontato dalle donne.

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