LA FESTA

festa

(Immagine presa dal web)

Mi ricordo una festa io Pischello tante belle ragazze. 2 chitarre.. dai suonate suonate. Io e un mio amico prendiamo le chitarre e facciamo territorial pissing dei nirvana canzone ultra punk le ragazze folgorate e mi ricordo la sensazione da re che ho avuto tutta sera! 

Queste parole, pronunciate da un blogger amico, mi hanno ispirata per un piccolo racconto che voglio condividere con tutti voi. Buona lettura!

Era una fredda serata di novembre; il cielo era stranamente limpido e un’ aria frizzantina sferzava i nostri volti. Io e il mio amico Leo correvamo per le strade della periferia milanese sfrecciando tra le macchine con la vespa tutta scassata di Leo. Avevamo con noi i nostri strumenti musicali, una telecaster e una les paul e il piccolo amplificatore. Ci stavamo recando ad una festa, a casa della nostra compagna di classe Caterina. La Cate era la più gettonata della scuola, ogni ragazzo del Carducci aspirava ad uno suo sguardo
o meglio ancora, se eri fortunato, ad un suo sorriso. Pochi erano riusciti ad uscire con lei almeno una volta. Così quando aveva invitato anche me e Leo alla sua festa, avevamo iniziato a saltare come due bambini a cui i genitori avevano promesso una giornata alle giostre! Così, quella sera ci eravamo preparati a casa mia: Leo aveva indossato un paio di jeans una camicia e un maglioncino rubato al fratello maggiore, io jeans la mia maglietta preferita, quella di Superman, un paio di adidas vissute e una felpa blu col cappuccio. Due spruzzi della colonia di mio padre e via, verso casa della Cate, pronti a divertirci e con la speranza di riuscire a rimorchiare qualche bella ragazza o amica della nostra compagna. Avere 17 anni è avere gli ormoni al loro massimo. Dopo aver sfrecciato  tra il traffico milanese finalmente arrivammo a destinazione. Leo fermò la sua vespa bianca davanti al cancello di una villetta a schiera con il giardino ben curato. Suonammo, emozionati per essere là. Ci aprì la festeggiata. Com’era bella, stretta in un vestitino  azzurro ad esaltarle il color olivastro della sua carnagione. Non era cortissimo, finiva appena sopra al ginocchio. Aveva però, un profondo scollo a v a metterle in mostra il suo bel seno sodo. Indossava una collana di perle e aveva ai piedi delle decolté blu elettrico vernice con un tacco altissimo. Ci accolse gentilmente, sorridendoci. Entrammo in una sala enorme, piena di ragazzi e ragazze, queste ultime tutte bellissime. La luce era soffusa, c’era una musica in sottofondo. Per lo più gli ospiti erano divisi in piccoli gruppetti che parlottavano tra di loro. Su un tavolo spiccava un buffet pieno di qualsiasi leccornia, e tanta birra! Io e Leo con le nostre chitarre in spalla, salutammo gli altri compagni e ci avviammo al buffet. Iniziammo a bere birra, un bicchiere dopo l’altro. La festa era un vero mortorio. La Cate non ci si filava, era intenta a civettare con dei ragazzi più grandi, probabilmente degli universitari. Io e Leo eravamo annoiati, speravamo di poter suonare qualcosa…ma nessuno sembrava interessato a noi e ai nostri strumenti. Così facemmo scorta di birra e ci ricavammo un angoletto tranquillo nel grande salone, tirammo fuori le chitarre dalle custodie, le collegammo all’amplificatore e a basso volume iniziammo a suonarle. La cosa iniziò ad attirare delle persone intorno a noi, poi non so come ma io e Leo, ormai disinibiti grazie alle decine di birre tracannate, ci ritrovammo ad esibirci in un piccolo concerto. Euforici cominciammo a darci dentro e iniziammo a fare vari pezzi grunge. Ed ecco che ad un certo punto, tutte le bellissime ragazze erano intorno a noi, urlanti  e brille che ci incitavano a continuare. Così sulle note di territorial pissing, dei mitici Nirvana, Leo ed io demmo una svolta alla festa! Ricordo di non essermi mai sentito così….per tutta la serata provai la sensazione di essere un re. Notai anche la Cate, là a guardarci ed incitarci…cominciarono tutti a ballare, pogare e a saltare al ritmo della nostra musica.

La mattina dopo aprii gli occhi in un letto che non era il mio. Ero nudo e mi ritrovai la Cate che mi fissava. ” Tra di noi non è successo niente, capito?” mi disse gelida e mi lanciò i vestiti.

Tornai a casa a piedi,  ancora frastornato, un po’ ubriaco e…possibile che mi ero fatto la Cate e non me lo ricordavo? Beh, qualsiasi cosa fosse successa quella sera, che me la sarei o no ricordata , di sicuro rimase negli anni impressa in me la grandiosa sensazione di essermi sentito RE per una notte.

Luna.

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