IL GIOCO (4° puntata)

(immagine presa dal web)

Nell’illusione di vivere un  incubo nel suo letto caldo, si sorprese di quanto le sue lacrime fossero…vere

Disperazione, paura, sentì dentro di sè di non farcela, stavolta no. Tornata per un momento lucida,  decise di raccogliere quella maledetta lettera, che forse l’avrebbe tirata fuori da quell’incubo.

“Sandra,

non disperare…nulla succede per caso. Ti ho semplicemente “spogliata” di ciò che eri, delle tue vecchie cose che non t’apparterranno più. Voglio che tu rinasca di nuovo, voglio che tu comprenda il vero piacere di vivere…e te lo dimostrerò. Quando finirai di leggere, conserva la lettera e comincia a camminare, sempre dritto, fino a raggiungere i giardini in fondo alla strada. Vorrei che ti fermassi a godere dei sakura e mi piacerebbe che ne vedessi i dettagli, ne respirassi l’odore, che li disegnassi su tela…troverai un cavalletto con attaccato il tuo nome e tutto ciò che ti servirà per riprodurre cotanta bellezza…sono sicuro che ne rimarrai estasiata. Questo è il viaggio, il vero viaggio…la tua vita.

Esprimiti Sandra…tira fuori ciò che non riesci ancora a sentire.

A presto”

“ma…cosa sono i…SAKURA!!!!!!!!!”

Il primo pensiero che le venne in mente dopo aver riposto la lettera nella tasca dei jeans. Alzò gli occhi e…

Eva

IL GIOCO (3° puntata)….

Immagine

(Immagine presa dal web)

Il bambino le tese una mano piccola e bianca e le sorrise. Sandra ricambiò e prese quella manina esile tra la sua e si lasciò condurre per le strade affollate di Tokyo. Non sapeva dove la stesse conducendo, dove l’avrebbe portata, ma poco le importava…stranamente si sentiva tranquilla con quel bambino. Le strade della città erano frenetiche, il sole stava tramontando e le mille luci della metropoli iniziavano lentamente a sfavillare.

Ad un tratto il piccolo si fermò. Si volse verso di lei, di nuovo sorrise e le disse:” Mio nome è Akihiko”, poi lasciò la sua mano e scappò via disperdendosi tra la folla. Sandra per un attimo rimase immobile e paralizzate per lo stupore, ma quando realizzò di trovarsi da sola in mezzo ad una folla di sconosciuti ed in un paese molto lontano dal suo, iniziò a tremare e a sudare freddo. “Mantieni la calma, mantieni la calma, non adesso!” continuava a ripetersi. Poi improvvisamente qualcuno la urtò facendola cadere in terra. Rimase qualche attimo frastornata sull’asfalto caldo e rovente, poi cercò di rialzarsi e si accorse di non avere più con se né la sua borsa né la sua valigia…tutto era sparito nel nulla: prima Akihiko, ora le sue cose. Sentì il panico invaderle il corpo, nella sua borsa c’era il suo passaporto, il suo cellulare, il suo portafoglio con tutti i soldi e le carte. “E ora?” riuscì a pensare…ma la mente le si offuscò per la disperazione. Strinse forte i pugni e abbassò la testa cercando di trattenere le lacrime e di strozzare un grido di rabbia che sentiva salire dalla gola . Fu allora che vide davanti ai suoi piedi un’altra busta con sopra il suo nome. Tremante di paura si chinò a raccoglierla.

Luna.