LA BAND

E prima o poi lo riprendo…

La mina vagante

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(Immagine dal web)

Da uno scambio di idee, commenti, domande, desideri, l’amico Simone del blog http://zillyfree.wordpress.com/ mi ha dato l’idea per un possibile romanzo… qua ho deciso di trasformarlo in racconto a puntate…vediamo cosa uscirà fuori… Grazie Simo per l’ispirazione e….aspetto tue opinioni 😉

Fuori pioveva e mancava poco alla fine dell’ora. Cora guardava oltre la finestra preoccupata perché nella solita fretta del mattino aveva dimenticato l’ombrello a casa. Poi lo squillo del telefonino la riportò in classe, con i suoi alunni. Prese il cellulare dalla borsa e guardò il display. Era un numero che non conosceva. Rispose. “Pronto?” “Cora?” Dall’altra parte la voce inconfondibile di Guido. Quanti anni erano passati dall’ultima volta che si erano visti e sentiti? Più di 5 anni ormai. Il sangue le si gelò nelle vene, era come se un fantasma le fosse improvvisamente apparso davanti. Avrebbe voluto rispondergli che aveva sbagliato numero, ma istintivamente pronunciò il suo…

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MATRIMONIO AL SUD

(Immagine personale)

Il 16 luglio di quest’anno, una romana e un milanese, sono stati invitati ad un matrimonio al sud. Ancora ci stiamo riprendendo dalla giornata. Per un attimo abbiamo creduto di essere stati catapultati sul set di un nuovo film di Checco Zalone. Ma andiamo con ordine.

Il matrimonio si sarebbe celebrato la mattina del 16 luglio, così la sera prima ci siamo messi in macchina diretti verso un paesino della Campania, Conza, dove avremmo pernottato. Beh, fatte le valigie e presi gli abiti, ci siamo diretti verso sud. E uno al sud si aspetta un caldo terribile, soffocante, afoso. E invece quel weekend, dopo che fino al giorno prima c’erano stati 40 gradi, decide di arrivare dal Nord l’ennesimo anticiclone della minchia. E vabbè almeno stiamo freschi, abbiamo pensato. Freschi, no surgelati! Perché mentre ci dirigevamo verso la meta, pioggia, vento e freddo accompagnavano il nostro viaggio. E un termometro, ridendo, ci segnalava la temperatura: 10 gradi! Esatto, avete capito bene, 10 gradi. Ma al sud non fa sempre caldo??????????? Arriviamo surgelati e pernottiamo in un bad e breakfast prenotato per noi dagli sposi. L’indomani mattina sveglia presto, alle 9,30 dobbiamo stare a casa della sposa, in un paesino vicino, in un’altra regione. Lasciamo la Campania ed arriviamo in Basilicata. E certo ce lo potevano dire prima che il paese era in montagna! 

(Immagine personale)

Vi giuro che era il 16 luglio e non il 16 novembre! 

Con questo bel tempo, dopo aver visto e salutato la sposa ci siamo diretti in processione in chiesa. Qua, un’ora e più di messa recitata da un prete che sembrava ubriaco, per quanto si mangiava le parole e sbiascicava! Mai messa fu recitata così male! Dopo questo supplizio, con il tempo sempre brutto, alle 12,00 ci siamo diretti verso i pullman affittati dagli sposi, per condurre gli invitati al ristorante. In un’altra regione, in un’altra città. Puglia, Andria. Dopo, un’ora e mezza di curve e stomaco sotto sopra, arriviamo in questa villa rinascimentale immersa nel verde. Aperitivo veloce (siamo in ritardo, sono già le 15 e ancora dobbiamo sederci a tavola); entriamo in questo enorme salone con un gigantesco lampadario in cristallo pieno di camerieri impettiti sull’attenti pronti ad accoglierci ed accompagnarci ai nostri tavoli. Evvai, se magna finalmente”. Seeee beati voi. È il momento di fare gli auguri agli sposi. Ecco vi spiego. Fare gli auguri agli sposi voleva dire che, tutti e 350 gli invitati, dovevano alzarsi, consegnare la busta con i soldi, e baciare in ordine: i genitori dello sposo, i genitori della sposa, gli sposi e dulcis in fundo, i testimoni! 😱😱😱😱😱 La romana e il milanese si guardano negli occhi e….pazienza, ancora non si mangia! Dopo un’ora di baci e auguri, buste e bustarelle, finalmente, alle ore 16 si inizia a mangiare. E qua vado veloce: 300 antipasti, 400 primi, 500 secondi, l’orchestra che cantava canzoni melodiche e sfrangicoglioni a tutto volume, mandando l’ottimo cibo  di traverso agli invitati, tra una portata e un’altra un bel ballo così da shekerare ben bene nelle panze tutto quello mangiato. 

Verso sera, saranno state le 21, cambiamo sala per il taglio della torta. Un buffet di dolci invitanti ci accoglie. Peccato che dopo 8000 portate non c’è più spazio nemmeno per uno spillo. E di nuovo musica con il dj, balli, taglio della torta saluti e baci. Finalmente alle 23,30, l’annuncio della partenza dei pullman. Che ora che son ripartiti era già mezzanotte. Morale della storia alle 2 eravamo in camera, morti, infreddoliti, svenuti sul letto.

Matrimonio al sud: esci di casa alle 9,30 di mattina e se tutto va bene, rientri per le 2 di notte. 

La Mina.

LA PANCHINA

La panchina.

(Immagine personale)

Premessa:

Ho ritrovato questo post nelle bozze di due anni fa. Non è mio, ma della mia amica con la quale condividevo il blog. E dopo averlo ritrovato e letto, ho deciso di pubblicarlo. Fotografia mia, testo e parole di M.

Piccolo omaggio a M.

La Mina

Ero pronta a ricevere la tua disperazione su quella panchina, le tue emozioni che mi arrivavano come schiaffi freddi e duri, le tue lacrime vere, sincere, tristi…il cuore sereno mi portava a dimostrare ciò che in quel momento sentivo!Tu mi lasciavi ed io ti consolavo…
Guardandoti mentre andavo via ho pensato “quella panchina ha legato i nostri cuori” e così sarà…