LA PANCHINA

La panchina.

(Immagine personale)

Premessa:

Ho ritrovato questo post nelle bozze di due anni fa. Non è mio, ma della mia amica con la quale condividevo il blog. E dopo averlo ritrovato e letto, ho deciso di pubblicarlo. Fotografia mia, testo e parole di M.

Piccolo omaggio a M.

La Mina

Ero pronta a ricevere la tua disperazione su quella panchina, le tue emozioni che mi arrivavano come schiaffi freddi e duri, le tue lacrime vere, sincere, tristi…il cuore sereno mi portava a dimostrare ciò che in quel momento sentivo!Tu mi lasciavi ed io ti consolavo…
Guardandoti mentre andavo via ho pensato “quella panchina ha legato i nostri cuori” e così sarà…

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MILANO

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(Immagine personale)

Milano. Città frenetica, grigia, caotica, la città degli aperitivi. Milano, così perfetta, troppo perfetta: non una buca nelle strade, non un palazzo con facciate decadenti, o con tende da sole differenti. Tutto ordinato, pulito. Milano, la “precisina”: nulla è fuori posto, anche i suoi abitanti. Precisi fino alla nausea. Milano città poco affascinante (non me ne vogliano i milanesi), eccezion fatta per quei due posti semi belli che hanno: i navigli, il centro, corso Como. Milano. Non mi è mai piaciuta come città, non l’ho mai amata. E il karma mi ha punito: mi ha fatto innamorare di un milanese, che neppure vive nella grande (si fa per dire) città, ma là dove è famoso l’amaretto: a 20 km. E per amore dovrò convivere con Milano, l’amaretto e i suoi abitanti. Ecco i suoi abitanti. Milano è la patria dei “puzzaculo”: snob fino alla nausea, insopportabili altezzosi “celhosoloio”. Ma non ci sono solo loro, per fortuna! Ho notato anche una gran varietà di tamarri, ma per trovarli bisogna spingersi verso la periferia. Pochissimi fricchettoni, e un numero giusto di coatti. Una metropoli multietnica, ma poco integrata. Insomma, a me Milano proprio non piace, tanto da dire:” Certo che per essere brutta è brutta Milano!” (Chiedo di nuovo scusa ai milanesi, ma de gustibus). Ora per amore dovrò imparare a sopportarla, a viverla e chissà, forse un giorno riuscirò anche ad amarla.
Sapete io vengo da Roma, che amo per il suo caos, il suo disordine, la sua sregolatezza, la sua decadenza, la sua bellezza. Riuscirò mai ad ambientarmi in una città così tanto diversa dalla mia?
Per ora continuo a sperare in un miracolo.
Ps. A proposito al nord sempre a vantarsi del perfetto funzionamento dei mezzi pubblici…ma io li ho provati: ho preso tre treni metropolitani, ce ne fosse stato uno in orario! Aha Milano, allora non sei perfetta neanche tu!

Luna.

L’ AMORE A DISTANZA

distanze

(Immagine presa dal web)

L’amore a distanza è difficile, faticoso e anche doloroso. Dopo lunghi giorni in cui si è stati separati, c’è la gioia del rivedersi, dello stare di nuovo insieme di trascorrere il tempo quasi in simbiosi. Ma quando ci si separa, anche se è solo un arrivederci e non un addio, senti dentro qualcosa che si strappa, un dolore al cuore perché sai che tornerai ad addormentarti e a risvegliarti senza lui/ lei accanto.

L’amore a distanza è fatto di lunghe telefonate, di sms e messaggi whatsapp; di scambi di foto e lunghe mail; di videochiamate su Skype e sesso telefonico. 

L’amore a distanza ti mette a dura prova, ti fa soffrire, piangere, ridere e gioire.

L’amore a distanza aumenta le insicurezze, i dubbi e la gelosia.

L’amore a distanza è una lunga e faticosa salita alla fine della quale sarete voi a scegliere se ci sarà la discesa.
L’amore a distanza sembra fermare il tempo quando si è lontani e farlo scorrere troppo in fretta quando si è insieme.
L’amore a distanza unisce e separa.
Ma quando capisci che vuoi passare il resto della tua vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita inizi il prima possibile; ed allora sarai disposto ad azzerare la distanza, quella distanza che vi ha tenuto tante volte distanti ed altrettanto vicini, quella distanza che vi ha fatto mille volte soffrire, piangere ed arrabbiare; la stessa distanza che vi ha fatto poi ridere, gioire e volare.
……che la nostra vita insieme possa iniziare.
Dedicato a te, alla nostra distanza e al nostro futuro insieme, perché se ci si ama veramente, non c’è distanza che tenga.

Luna

 

LA MIA STORIA D’AMORE

storia d'amore

(Immagine presa dal web)

La mia storia d’amore è iniziata più di un anno fa, quando decisi di aprire questo blog. Sono sempre stata innamorata, sin da ragazzina, della scrittura. Mi è sempre piaciuto scrivere. Scrivevo per mia sorella, scrivevo poesie, racconti horror e fantastici, ma soprattutto scrivevo per me stessa. Con il blog ho voluto raccontare parti della mia vita, le mie emozioni e le mie storie. E non solo. Attraverso il blog ho conosciuto tante persone speciali, con le quali condividere idee, opinioni e sensazioni. Tutto è iniziato da qui.
La mia storia d’amore è iniziata con una domanda:”Il giorno x sarò dalle tue parti, ti andrebbe di vederci?” E dalla tua risposta:”Certo, fammi sapere i tuoi programmi che mi devo organizzare”.
La mia storia d’amore è iniziata quando ti ho visto la prima volta e ho incrociato il tuo sguardo, là fuori al binario.
La mia storia d’amore è iniziata quando mi hai baciata sulla banchina di quel treno che non ho mai preso, che NON mi hai fatto prendere, ma mi hai portata via con te mano nella mano.
La mia storia d’amore è nata con la scrittura e per la scrittura.
La mia storia d’amore è iniziata senza aspettative.
La mia storia d’amore è iniziata con un colpo di fulmine.

Luna
Ps. Ogni tanto anch’io mi ricordo che qua si parla anche d’amore…

DONNE CHE CORRONO DONNE CHE SI FERMANO

bianconiglio

 

(Immagine presa dal web)

Nella mia vita non faccio altro che correre, tranne che in amore. Corro per andare a lavorare, corro per raggiungere l’amica al cinema, corro per prendere l’autobus, corro per andare a scuola da mio nipote, corro di qua e corro di là. Sempre di fretta! Insomma un po’ come il Bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie. Quando però si tratta di amore riesco a rallentare ed andare con calma…troppa calma. Sì, riesco a far passare il tempo paziente, senza troppe pretese. Di conseguenza, mi ritrovo spesso ad assumere il ruolo di Caronte, ossia a traghettare un potenziale partner verso l’amore della sua vita (che ovviamente non sono io). E mi ritrovo ad un passo dai 40 con il maledetto orologio biologico che ha iniziato a fare i capricci. Tic tac, tic tac inesorabile a scandire il tempo. Ma il tempo per cosa?? Per l’amore, quello con la A maiuscola. Ecco allora che ho iniziato a correre anche nelle relazioni. Se c’è qualcuno con il quale penso possa nascere qualcosa che ne valga la pena mi butto a capofitto, senza però la pazienza di un tempo, che me lo avrebbe fatto aspettare. Per esempio, il signor porta chiusa lo avrei potuto aspettare…ma a che pro? Che un domani apra la sua porta??? Ma chi me lo fa fare!! Via liquidato in un nano secondo. Probabilmente non era il mio incastro perfetto (di questo ne parlerò un’altra volta). E via verso qualcun altro.
Dall’altra parte invece, ci sono donne giovani, appena poco più che trentenni, che per raggiungere uno status sociale “accettabile” agli occhi della società che le vuole a questa età già sposate e con almeno due figli, dopo il terzo appuntamento pretendono di essere le donne per la vita. Si precludono così la possibilità di essere quello che vorrebbero essere, ossia il futuro con cui passare il resto della vita. Sì, perché con la loro smania di mettere a segno il punto, diventano delle grandissime spacca minchia, a tal punto che se anche il malcapitato di turno avesse avuto un minimo interesse a proseguire la conoscenza, scapperà a gambe levate il più lontano possibile da loro.
Insomma ci sono donne che corrono troppo in fretta, donne che corrono soltanto, donne che stanno ferme e donne che stanno troppo ferme. Il giusto equilibrio sarebbe essere in grado di fermarsi quando si corre troppo, e correre senza fretta quando si è troppo ferme. Perché alla fine correre stanca, ma restare immobili annoia! 😉

Luna che lo dedica a se stessa e a Lauretta.

IN VIAGGIO VERSO SUD

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(Immagine personale)

Eccomi di ritorno verso casa, verso sud, verso Roma! Torno dopo 4 giorni passati al nord. Di nuovo con la mia valigia, stavolta anche quella dei sogni. Di nuovo senza aspettative, sono sempre chiuse a chiave. Sono stati quattro giorni intensi, pieni, carichi, emozionanti. Mi ha accolta una città bellissima, romantica a modo suo. Qua a nord ho provato emozioni che non provavo da tempo, anzi no, le ho riscoperte. Quelle emozioni che ti fanno fluttuare nell’aria, toccare il cielo con un dito, che ti entrano dentro e ti sconvolgono la vita. Ne sono carica, e me le godo. Mi piace la sensazione che mi fanno provare, sebbene sia triste perché  non voglio tornare a Roma. Tuttavia so che tornerò, presto. Mi sono innamorata di una città stupenda, mi sono innamorata di tutto quello che mi ha circondata questi giorni; di nuovo mi sento viva, finalmente! E questa, tra le mille pazzie, follie che ho fatto nella mia vita è stata delle più belle, intense emozionanti. Ritorno nel mio sud e nella mia città, piena di sensazioni fantastiche, e lascio qua al nord un pezzo del mio cuoricino.
Dedico questo post ad una persona speciale che mi ha accompagnata in questo mio viaggio, e che già mi manca.
Lo so, è un post che da me non ve lo sareste mai aspettato, forse. Ma sono anche questa, sono anche così. Per una volta, abbiate pazienza, sopportatelo,  ma soprattutto, concedetemelo!

Lunaviaggiatrice

IN VIAGGIO VERSO NORD

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(Immagine personale)

Sono partita, ho lasciato la mia bellissima e caldissima Roma alla volta del Nord. Sono sul treno, in viaggio. Un viaggio particolare, un viaggio verso l’ignoto. Stavolta solo con la mia valigia, non quella dei sogni, ma quella reale. Piena..forse troppo..ma si sa noi donne siamo così: meglio abbondare che deficere. E senza aspettative; quelle le ho lasciate a casa, chiuse a chiave in una stanza. Corre veloce il treno, attraversa paesaggi diversi, gallerie, pianure e colline. Ad aspettarmi l’ignoto, l’ignoto di una città che non conosco. E nuove persone, soprattutto loro. Corro verso ciò che non conosco, verso ciò che mi incuriosisce. Non ho paura, ma solo una leggera ansia, l’ansia del chissà cosa troverò. Qualcuno forse sarà in stazione ad aspettarmi, qualcuno forse nella sua casa. O forse la città mi avvolgerà con i suoi rumori, i suoi odori, con la sua frenesia, senza nessuno che si preoccupi di me. Arriverò a destinazione camminando lungo strade sconosciute. Arriverò dove fino a qualche mese fa non avrei mai pensato di arrivare, quando ero così chiusa al mondo da non accorgermi della bellezza che c’è intorno a me e di quante cose mi sono persa. Questo viaggio è solo l’inizio, il mio inizio verso una nuova me, che alla sua età ancora fa cazzate come se ne avesse 20!! Ma sapete cosa vi dico? Non smetterò mai di fare cazzate, perché le cazzate mi tengono viva!!

Lunaviaggiatrice

IL SEGRETO

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(Immagine presa dal web)

Post dedicato agli amici bloggherini Colpoditacco e il Pinza.

Sono mesi che cerco di capire come fare a conquistare un uomo, un uomo che non voglia solo sesso, un uomo con cui condividere qualcosa, che ti guardi negli occhi e ti dica che sei la cosa più bella che gli sia mai capitata, che faccia pazzie per te, che ti dedichi un ti amo sul blog. Ebbene ieri sera, finalmente ho trovato la risposta, ho capito i miei errori e cosa invece attira un uomo “normale”! Semplice, il segreto è odiare a tal punto la sua squadra di calcio da portargli involontariamente fortuna per tutta il cammino della Champion League, dedicandogli sul proprio blog di calcio, post su post. Ed ecco allora, che vincendo il turno d’andata della semifinale, appare un ti amo sul blog! Visto ragazze ome è facile? E noi che ci arrovelliamo il cervello, applichiamo strategie, seguiamo i consigli strampalati delle nostre amiche, ci facciamo venire paranoie e ci sentiamo quelle sbagliate, inadeguate, quando il segreto era così….banale!A saperlo prima mi sarei risparmiata tante delusioni e porte in faccia! Io invece attiro solo immaturi dissociati e maniaci! E certo con un blog dove si parla di sesso, di maschietti, di catastrofi sentimentali, cosa volevo aspettarmi? Che mi chiedessero la mano dopo aver letto di fellatio, sex toys e sesso anale? Ingenua! E sebbene mia madre pensi che sia un’ultrà inside, io il calcio lo seguo a sprazzi. Quest’anno per esempio molto poco, nonostante ho avuto due anni di passato da abbonata. Non sarei in grado di scriverne, come fa molto bene invece chi mi ha ispirato questo post! Quindi lascio alla mia amica bloggerina colpoditacco il compito di parlarci di calcio (lo fa benissimo, però adesso basta portargli fortuna!) e lascio a lei le più belle dediche (attenta che se arrivano in finale una cena non te la leva nessuno, se poi dovessero vincere la coppa,  potresti trovarti qualcuno in ginocchio che ti chiede la mano ;)). Io invece, continuerò ad occuparmi di pompini, seghe, cunnilingus, delusioni amorose e dei miei “adorati” immaturi, psicopatici , psicolabili, dissociati e maniaci.

Ps. Tanto per la cronaca, ieri ho fatto un altro piccolo sondaggio. Ho chiesto ad un amico che mi si vuol fare da quasi 10 anni (e non demorde, ahimè) in che cosa gli ispirassi sesso. Ecco la risposta: “Da come ti muovi, da come parli e dal fatto che sai quello che vuoi!”

Luna